mercoledì, 01 luglio 2009, ore 12:31

In accordo a quanto vergato in precedenza, narro qui il prosieguo della mia epopea di regresso adolescenziale. Poiché dunque avvenne che all'esame del 3 giugno racimolai un bel ventotto e lo stesso accadde all'esame del 22 (boo-yah!, sarò mica troppo secchiona?) diciamo che il dvd di Hannah Montana capitava proprio a fagiuolo. E se ciò non bastasse, se cioè girare per casa con gli occhialini con le lenti colorate perché il concerto in 3D è proprio figo mi sembrava poca cosa, vi dico pure che le canzoni di Hannah Montana sono assurte a norme programmatiche della mia rinnovata esistenza. Canzoni come "The climb", "Life's what you make it", "Make some noise", "Good and broken", "Nobody's perfect", "You'll always find your way back home" o "Right here" sono diventate i precetti etico-moral-filosofici (anzi, filosofici proprio no, data la mia poca stima per la filosofia, per chi la fa e soprattutto per chi la studia) del mio rinnovato stile di vita, atto a far sì che con un po' di ingegno le cose non vadano tutte a manca.

Chiusa momentaneamente la parentesi cultural popolare, un'altra questione debbo vagliare (fa pure rima). E cioè il fatto che, dovendo studiare quel figlio di buona donna di Hegel in vista del prossimo esame (ehi, non crediate che, stando a quanto detto sopra, io sia una subdola ipocrita: non ho scelto mica di mia spontanea volontà studiare filosofia: mi tocca), quegli interminabili minuti di studio mi portano a riflessioni estemporanee di tal fatta: "15 euro e 49 per il libro di filosofia su quel deficiente di Hegel. Forse 'sti soldi avrei fatto meglio ad investirli nella droga, tanto il risultato è comunque quello di fumarmi il cervello...". Per non parlare di quando cominciai a prendere a pugni l'armadio e additando il libro con fare minaccioso gli urlai contro "io ti do fuoco!". Ora, in effetti, a cos'altro potrebbe in effetti servire un libro pieno di espressioni come "differenza indifferente, mediazione immediata, tautologia tautologica" se non per cuocerci le salsicce alla brace? Per cui credo proprio che se avrò in sorte di passare l'esame con un voto qualsiasi, mi produrrò in un bel falò stile Fahrenheit 451. Oh, yes! Fricky-fricky WORD!


Darthy
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lunedì, 01 giugno 2009, ore 16:25

Purtroppo questo blog ogni tanto funziona anche da ricettacolo di necrologi.

Ieri se ne è andato un vero e proprio pezzo di storia, Millvina Dean, l'ultima sopravvissuta del Titanic. Per un curioso scherzo del destino, Millvina ha deciso di lasciare questa valle di lacrime lo stesso giorno in cui, ben novantotto anni fa, il Titanic toccava l'acqua per la prima volta. Era infatti il 31 maggio 1911 e il Titanic veniva varato nei cantieri Harland & Wolff di Bestfalt. Sarebbe affondato la notte del 15 aprile 1912.

Chi mi conosce sa bene quanto io sia appassionata della "Ship of Dreams", e mi sembrava doverso ricordarla.


Vi segnalo alcun link che la riguardano:

Millvina Dean su Wikpedia (Eng)

Millvina Dean su Wikpedia (Ita)

Star di "Titanic" donano 30mila dollari all'ultima sopravvissuta



Per quanto riguarda il Titanic:

RMS Titanic, the fateful maiden voyage part I; II; III; IV; V; VI (dal mio blog)
 
Titanic di Claudio Bossi (sito estremamente ricco, tutto in italiano!)

Encyclopedia Titanica (in inglese)

RMS Titanic su Wikipedia (ita)

RMS Titanic su Wikipedia (eng)



Per quanto invece riguarda sia il Titanic che altre navi:

Maritime Quest (tantissime foto e un database sconfinato di tutte le navi possibili e immaginabili)

Lost Liners
Darthy
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giovedì, 28 maggio 2009, ore 21:40

Pensavo, forse ingenuamente, che se anche avessi provato una volta, non mi avrebbe fatto male. Che sarei riuscita a smettere non appena avessi voluto. Pensavo davvero di poterci riuscire. Di poterne uscire. Pensavo di essere forte, tanto forte da non farmi condizionare. Invece no, mi sono scoperta debole.


Credo davvero che sia ora di chiedere aiuto.



Vi prego.


Non credo di farcela da sola.



Vi prego:  aiutatemi a disintossicarmi...








... da Hannah Montana!



Credo di aver superato il punto di non ritorno: smetto di studiare per guardare le repliche su Italia Uno, guardo le stesse puntate in inglese, ho scaricato tutta la discografia di Miley Cyrus che gira ininterrottamente sul mio iTunes mattina, pomeriggio e sera. Ho imparato a memoria tutti i singoli (pure quelli dei co-protagonisti Emily Osment e Mitchel Musso), ho masterizzato tre cd per lo stereo della mia macchina, ho impostato i ritornelli di tre canzoni come suoneria del cellulare, avviso sms e sveglia e non faccio che guardare e riguardare il finale del film. Per non menzionare pure il fatto che ho imparato a ballare l'Hoedown Throwdown. E se ciò non bastasse, ho deciso che se passo l'esame del tre giugno con un voto decente festeggerò comprando il dvd "Hannah Montana & Miley Cyrus: Best of Both Worlds Concert".

Vi ricordo inoltre che la settimana scorsa mi sono anche convinta di aver visto gli alieni.

Per cui, sì, lo ribadisco. Credo di avere un problema.

Darthy
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giovedì, 21 maggio 2009, ore 01:14

Orbene, stavo studiando "Storia delle costituzioni moderne" ed ero presa dalle appassionanti vicende dei costituenti francesi dei tempi di Lady Oscar. Tuttavia, fattasi l'ora assai tarda, e cominciando pure a manifestare i sintomi del tunnel carpale (e gli occhi a palla completavano il quadro) mi dico: "troppo studio senza svago finale può danneggiare la tua corteccia cerebrale". Per cui "mollo tutto e mi precipito fuori", sul terrazzo, armata di iPod, decisa a vegetare sulla sedia fino a farmi vincere o dal sonno o dal freddo notturno.

Mi ero piazzata lì, bel bella, a guardare Antares e a pensare che "diavolo, adoro la voce di Peabo Bryson", quand'ecco spuntare dal nulla una palla arancione, luminosissima, svolazzante, giusto sopra il tetto. Sembrava procedere in linea retta lemme lemme. Dò un colpo di voce a mio fratello, che stava nel suo studio a soffrire le pene dell'inferno su un compito di scrittura creativa, e che però se ne sbatte altamente di un possibile incontro con una civiltà extraterrestre.

Io però cerco di sdrammatizzare: mica è detto che siano gli alieni. Potrebbe benissimo essere un aereo con tutti e due i motori in fiamme. O magari un pallone sonda che ha preso fuoco (il fatto che io non sappia nemmeno cosa sia un pallone sonda è un insignificante dettaglio).

Intanto 'sta palla arancione sta lì a svolazzare e io sono preda di un dilemma esistenziale: "prendo il binocolo? E se mentre lo prendo la palla scompare? Allora è meglio che resti a guardare almeno me la godo in diretta." Il che, tradotto, significa: "col cavolo che prendo il binocolo che magari vedo E.T. che mi saluta dall'oblò dell'astronave e poi tanto sono qui in piedi paralizzata dalla fifa".

E la palla svolazza e svolazza e risvolazza. Io, con l'iPod in mano (venissero giù pure gli alieni, ma il mio piccolino da 30 giga non lo mollo) sfioro per sbaglio la ghiera, lui si illumina e io faccio da ferma un triplo salto carpiato dallo spavento improvviso (memore anche di Scary Movie 4: alieni e lettori musicali, cattivi compagni di letto).

Intanto la palla arancione sembra perdere luminosità, cambia direzione, svolazza ancora un po' e scompare dietro il tetto. Così apro il finestrone del terrazzo per tornare dentro casa ed andare a barricarmi in bagno (quello senza finestre) e mi schianto contro il supporto della zanzariera. Altro triplo salto carpiato dallo spavento.

In bagno c'è il gatto che dorme sul tappetino davanti alla doccia. Vado da lui per sincerarmi che non abbia fiutato creature aliene. Pare di no, sembra tranquillo (è pur vero che lui fiuta solo i biscotti al cioccolato), così mi metto sulla poltrona a sentire un po' di musica per far passare la tachicardia: "Alien youth" degli Skillet e "Aliens exist" dei Blink-182.

Tuttavia l'intento catartico non ha funzionato granché. Mi sa che stanotte dormo col mattarello sotto al cuscino.


Darthy
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sabato, 16 maggio 2009, ore 15:29


Avviso all'utenza: il post contiene uno spoiler sul film "Angeli e Demoni".




Quando all'uomo venne donata la facoltà di favellare, dalla sua bocca uscirono sopratutto stronzate. E quando l'uomo inventò la filosofia, allora le minchiate non si contavano più. Che poi, qual'è stato il contributo di questa pseudoscienza?

.....

Infatti. E a tutt'oggi l'uomo è preda di dilemmi e quesiti esistenziali che mai troveranno risposta (con buona pace di quei morti di fame dei filosofi). Per esempio: perché "separato" si scrive tutto insieme quando "tutto insieme" si scrive separato? Perché "abbreviazione" è una parola cosi lunga? In caso di guerra nucleare, l'elettromagnetismo prodotto dalle bombe termonucleari potrebbe rovinare le mie cassette video? Qual è il sinonimo di sinonimo? Se niente si incolla al Teflon, come si è riusciti ad incollare questo alla padella? Lo stitico quando muore va in purgatorio?

Ora, ho citato in ballo i dubbi esistenziali per due motivi: primo, perché erano domande interessanti ma non mi andava di salvarle in un file .txt che tanto poi me lo perdo; secondo, perchè volevo introdurre l'argomento religioso e lo stitico che va in purgatorio mi sembrava un bell'aggancio.

Dunque, io mi considero agnostica da sempre, ma un'opinione sulle religioni, sulla Chiesa e su questo papa nazista me la sono fatta. E riguardo agli ultimi due punti il giudizio non è certo lusinghiero. Tuttavia mi si è illuminata la via di Damasco e ho capito una cosa. Se tutti i ministri religiosi assomigliano vagamente ad Ewan McGregor, allora divento papaboy a tempo pieno.

Lo so, lo so, tutto 'sto sproloquio per dire che il bel camerlengo mi ha allietato il mercoledì sera, nonostante il fatto che Ron "Richie" Howard mi abbia fatto secco Favino senza pietà. E questo non va affatto bene.

Siccome era tanto che non scrivevo sul blog mi sento in dovere di scrivere qualche altra cacchiata a oltranza, così  i sensi di colpa per averlo trascurato tanto non mi attanagliano le viscere. No, ochèi, la verità è che devo fare un download ma il bagno è occupato. Per cui vi tratterrò qui un altro pochetto, fino a che: o non me la faccio addosso o il bagno non si libera.

Intanto cambio argomento con raffinata nonchalance.

Siccome ho già fatto outing su facebook, lo dico pure qua, per i posteri. Io il pomeriggio guardo Hannah Montana. E andando al cinema a vedere "Angeli e Demoni" la tentazione di chiedere un biglietto per "Hanna Montana the movie" è stata forte.

Ora, per recuperare un po' di serietà, visto che il post era partito sotto i migliori auspici, un altro paio di considerazioni: ho visto, poco tempo fa, "La Bussola d'Oro" (si, lo so, le cose impegnate me le guardo tutte io) e dopo Susan l'inutile, Peter lo sborone ed Edmund il catatonico di Narnia questa Lyra Belacqua, interpretata dalla brava Dakota Blue Richards, è  stato un vero toccasana. Tra l'altro doppiata dall'astro nascente Lilian Caputo, che doppiava anche Lucy in Narnia (che è l'unica che ho salvato, guarda un po').

E, per restare in tema cinema, mi improvviso talent scout. Dato che le copertine di tutte le riviste patinate sono dedicate a Megan Fox (che mi sta antipatica a pelle, sarà per la faccia da gatta morta), cambio direzione e vi segnalo un'attrice, rumena naturalizzata tedesca, che ho scoperto ne "La caduta - gli ultimi giorni di Hitler" e che mi sembra veramente bravissima. Si chiama Alexandra Maria Lara e ha fiuto per i bei filmoni: oltre al già citato "La caduta", ha fatto un cameo in "The reader" e in "Miracolo a Sant'Anna" ed ha ottenuto un ruolo importante in "Un altra giovinezza" di Francis Ford Coppola. Comune divisore di tutti i film? La seconda guerra mondiale. Tra l'altro, e questo è buffo, ne "La caduta" interpretava la segretaria di Hitler, e Hitler era Bruno Ganz. In "The reader" faceva la sopravvissuta ad un campo di concentramento, e qui Bruno Ganz era un professore di Giurisprudenza. In "Miracolo a Sant'Anna" torna a fare la nazista, ma senza Bruno Ganz, e in "Un altra giovinezza" non fa la cattiva ma incontra di nuovo Bruno Ganz. Sembra che li scritturino in blocco, 'sti due.



Darthy
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giovedì, 14 maggio 2009, ore 18:34

Prendendo spunto dalle parole di un capolavoro del verismo musicale di un rapper di mia conoscenza, ne approfitto per rincuorarmi da sola: finalmente fuori dall'atmosfera altamente tossica di Macerata. E se tutto va come spero, fra poco addio pure all'asfissiante concretizzazione del detto "culo e camicia". Olè.

Darthy
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lunedì, 02 marzo 2009, ore 22:09

Il titolo del post sembra rispecchiare il tracollo dell'economia mondiale ma la verità è che dell'economia mondiale mi frega assai poco dato che continuo a campare a pane e telefilm e la mia bolla di tubo catodico è infrangibile.

Piuttosto, gli investimenti oculati si riferiscono all' istituzione ufficiale e solenne del fondo cassa che riempirò di soldini per togliermi uno sfizio da 8100 euro.

Ora, quando ero piccola piccola (in verità lo faccio tutt'ora) mentre andavo (vado) in bici spesso mi spostavo (sposto) dal sellino e rischiavo (rischio) di grattare il deretano sulla ruota posteriore perchè volevo  (voglio) vedere che sensazione si provava (prova) a fare un po' l'easy rider.

Metteteci pure il fatto che mi riprometto tutte le settimane di non guardare Voyager perchè poi la notte non dormo e puntualmente infatti guardo Voyager e poi la notte infatti mi nascondo sotto le coperte perchè ho paura dei fantasmi di Gettysburg e dell'uomo falena e dei draghi in formaldeide.

Ora vi chiederete che c'entra Voyager, che di per sé è abbastanza innocuo, se non contiamo il fatto che il mio sistema nervoso è a pezzi grazie a Giacobbo. In effetti Voyager c'entra perché mi ha fatto fare un sacco di film mentali tipo JD sul 2012 e la fine del mondo e l'apocalisse e l'Armageddon e i meteoriti, gli alieni, David Gnomo e i Bobobos per cui mi sono detta: "finisce il mondo, non faccio manco in tempo a prendere la laurea, chissenefrega, mi compro la moto".

E che moto. Cari amici vicini e lontani, signore e signori, ladies and gentlemen, vi presento LA moto:


HARLEY DAVIDSON SPORTSTER XL 883 LOW




Qui in alta risoluzione. Possibilmente bordeaux. Possibilmente al più presto.

Il piano malefico consiste difatti in:
1) racimolare un sacco di soldi per riempire il fondo cassa.
2) aspettare pazientemente il 20 marzo 2010 per i fatidici 21 anni
2) prendere la patente A
3) ritirare il destriero

Quanto al punto 1 comincerò a trovarmi un lavoretto. Se poi vedo che non ci rientro penso che mi venderò un rene. Il destro, che è quello che ha legato meno con gli altri organi.

Quanto al punto 2 ho gli occhi a forma di moto il che non è l'ideale per concentrarsi su diritto privato quindi devo un attimo disintossicarmi dalle fantasie alla JD e staccarmi momentaneamente dai beni terreni. Credo che mi darò il Torrente in testa, giusto per rinsavire.


Un paio di altre puntualizzazioni.

Dato che ho cominciato il post citando la mia peculiare dieta pane e telefilm volevo esprimere la mia più sincera venerazione per gli sceneggiatori del crossover Grey's Anatomy - Private Practice (PP 2x15-16; GA 5x15-16): Addison di nuovo al Seattle Grace... spettacolo. Del tipo, se non fosse che l'amore della mia vita è David Boreanaz  e che non sono dell'altra sponda di sicuro inviterei a cena Kate Walsh. Nel frattempo che aspetto che David si liberi mi accontento anche di Julian McMahon. Chi di dovere provveda, orsù.





Darthy
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domenica, 22 febbraio 2009, ore 12:28

L'avevo visto l'ultima volta il 26 settembre, al Teatro Pergolesi di Jesi, che rideva e scherzava con Valentina Vezzali e Giovanna Trillini. Il 12 marzo 2005 invece l''avevo incontrato di persona, sempre qui a Jesi, dove teneva una conferenza. Prima che cominciasse mi presentai davanti a lui con una copia del suo libro "Una vita in rosa" che lui mi autografò: "Ad Alessandra, con tanti auguri per il suo futuro Candido Cannavò". Poi mi chiese anche se praticassi qualche sport. Calcetto, risposi. Che ruolo? Difensore destro. Anni fa, poi, gli scrissi anche una mail, e lui gentilmente rispose.

La notizia che non c'è più mi ha svuotata. Come quando seppi di Cesare Barbetti, di Claudio Capone, di Oreste Lionello pochi giorni fa.

Sono sempre i migliori ad adarsene per primi.

Darthy
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giovedì, 19 febbraio 2009, ore 20:52

Eh no, Oreste, questo non me lo dovevi fare.
Porca miseria, nel penultimo post avevo messo proprio il discorso da "Il Grande Dittatore". Non ci credo.

.... ciao, stammi bene lassù.



Darthy
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venerdì, 13 febbraio 2009, ore 14:41

Mi era venuto in mente un incipit vagamente facebookiano, tipo: "Alessandra è invidiosa della canzone degli Stratovarius "Hunting high and low" ma mi sembrava un tantino triste. Allora ho provato a correggere un po' il tiro con: "Cantami o diva dell'Alessandra l'invidia funesta" ma mi pareva un po' eccessivo. Quindi ho provato con: "Era un'invidia buia e tempestosa" ma, oltre che buia e tempestosa era anche troppo melodrammatica. Ma non mi sono data per vinta e nell'ordine sono usciti fuori: "Quel ramo dell'invidia di Como", che suonava vagamente altezzoso anche se saranno solo in venticinque a leggere questo post, e "E' verità universalmente riconosciuta che l'invidia" che era invece un po' troppo supponente. Oppure c'era:"Una delle poche, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che ero invidiosa. E me ne approfittavo", ma era troppo roboante (e poi presumo di sapere di certo anche altre cose). Ma ormai entrata nel tunnel degli incipit più disparati, tornai a saccheggiare la letteratura: "Placida invidia e verecondo raggio"; "D'in su la vetta dell'invidia antica" fin quando decisi che lo stare tre quarti d'ora sopra l'inizio di un post avrebbe mandato a monte tutto il ben fatto, quindi basta: si torna ai primordi: "C'era una volta l'invidia".

Dunque. C'era una volta l'invidia, che non era invidia di questo o di quello, ma bensì un'invidia assai più specifica. Oggetto dell'invidia è una inconsapevole canzone degli Stratovarius, inconsapevole cioè del fatto che  è capace a giorni alterni di darmi la carica come il Pocket Coffee e di mandarmi nei meandri della disperazione più cupa.

La prima situazione si verifica in genere dopo esami vari: patente, maturità, università. La frase chiave in genere è: "now I'm leaving my worries behind, feel the freedom of body and mind".

La seconda situazione si verifica generalmente quando vengono pronunciate le fatidiche parole: t"he storm that is gathering near", "after the storm there's a calm, through the clouds shines a ray of the sun",

L'invidia nasce appunto dal fatto che in appena quattro minuti e sei secondi il cantante vede avvicinarsi la tempesta, se la scampa, e dopo la tempesta arriva la calma con il sole, gli uccellini che cinguettano e l'erba verde e la rugiada... Vabbè, non proprio, ma l'idea di fondo è questa.

Io invece in, diciamo, poco meno di 20 anni sono rimasta incastrata nella tempesta che mi sballotta di qua e di la e non so come uscirne. C'è da precisare però che ho un ombrellino che mi ripara dalla piogga abbastanza bene (diciamo che sono entrata nella fase della vita che definirei  à la "Julie Mayer" o à la "Rory Gilmore") mentre tutto ciò che mi sta intorno si schianta contro un iceberg, dopo  qualche manovra sbagliata e poco convinta per mettere le cose a posto. Una specie di, sì, insomma: "Tutta la barra a tribordo! Indietro tutta! Attivare il motore di inversione! Attuare inversione di marcia! Tutto a babordo!". Che poi lo sappiamo tutti come è finita, no?


Darthy
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