martedì, 24 giugno 2008
FAREWELL CLAUDIO CAPONE
Ciao Claudio, ci mancherai.
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sabato, 24 maggio 2008
A REALLY BAD KARMA
"Sono arrivata e quel parcheggio era tutto pieno. Allora provo verso le piscine, quando torno si era liberato tutto."
"Eh, Piera, è la vita..."
"Guarda, a me la vita mi sta prendendo a calci"
Un'incazzatura che non vi dico. Non per il parcheggio. Per altre cose.
Premetto che io odio quei blog dove c'è l'adolescente depresso che racconta, in blog
simil gothic con sfumature rosa e angeli sanguinanti, quanto la vita sia ingiusta con lui. Ma tanto il fatto che non me ne vada bene una dovrò scriverlo da qualche parte. Non è detto che vi freghi qualcosa, ma mettere nero su bianco aiuta, un po' tipo coscienza di Zeno. Qui devo assolutamente inserire una parentesi. Questo post si distingue da un post-tipo di un suddetto adolescente-tipo proprio perchè l'autrice è perfettamente in grado di distinguere autori di letteratura italiana da cantanti pop. Infatti, girando per splinder sono incappata in un blog in cui l'autrice, decantava le virtù di Paris Hilton o dei Tokio Hotel o degli Zero Assoluto o non so chi altri. Un audace commentatore le ha scritto di lasciar perdere queste stronzate e darsi alla cultura, che ne so, con Le ultime lettere di Jacopo Ortis. Ebbene, la risposta è stata: "non so che musica faccia questo Ortis, e non mi interessa"
Bene, chiudo parentesi, e premetto anche non è mia abitudine augurare a qualcuno di andare a morire ammazzato. Ma concedetemi almeno la soddisfazione di sperare ardentemente che mentre è sulla tazza la carta igienica gli si trasformi in carta vetrata.
Preferisco prendere mille volte 3 ma studiare la storia come dico io, piuttosto che prendere 11 per aver ripetuto il libro a memoria come se dovessi recitare il rosario. E sia chiaro che quando dico 11 non è perché voglia enfatizzare, ma perché è successo davvero. Non a me, ovviamente. E non mi dispiace affatto.
Ora, la questione è fondamentalmente la seguente:
La mia interrogazione di storia, quella di un mio compagno, quella di un'altra mia compagna, tutte e tre sono state una farsa. Tralasciamo il fatto che ci siamo fatti volontari. Tutti quanti. Tralasciamolo. E siamo incazzati neri. Tanto più quando vediamo che la secchiona della classe, la cocca dei professori prende 9,10,11 recitando il rosario. Ora, se io ti chiedo di parlarmi della comune di Parigi tu non mi puoi partire dai Merovingi. Se ti chiedo di dirmi i fronti popolari, tu non mi fai la storia del comunismo. Per capirci: se io ti dico che devi andare da Ancona a Roma non mi passi per Milano. Cosa succede recitando a memoria? Che non sei in grado di contestualizzare. Se io ti chiedo una cosa quella mi dici, non è che parti dall'inizio del libro perché non sei in grado di estrapolare il concetto che ti serve e rispondere alla domanda. Se il professore ti chiede l'ascesa di Hitler, tu non dici che era di Vienna, che ha fatto la guerra, che ha avuto dei riconoscimenti, che voleva fare il pittore. Tu mi dici che si era candidato alla presidenza, che è diventato cancelliere, che è diventato presidente, che è diventato capo supremo delle forze armate. Alla luce di tutto questo (e faccio presente che sono venuta a scuola col registratore, è tutto documentato), tu non metti 9 per una interrogazione del genere. Tu non metti 10, 11 per interrogazioni del genere. Io nemmeno 7 le avrei dato. Il 7 che ho preso io. Anzi, 7+. Io che non ho ripetuto a memoria, io che ho rielaborato, contestualizzato, io che ho approfondito, io che ho collegato, io che ho risposto correttamente, io che non ho divagato. Io che ho capito. Io che leggo libri sul nazifascismo da quando facevo le medie, io che registro tutti i documentari di Atlantide. Io che scarico i podcast sulle lezioni di storici che parlano del '900 italiano. Ma io ti sputo in un occhio. Tu non metti 7/8 ad un ragazzo che sembrava un libro stampato (tanto la sua interrogazione era ricca di informazioni). Tu non metti 7/8 ad un ragazzo che si èletto tre enciclopedie sul nazismo. Ragazzo che, fondamentalmente, ha fatto tutto ciò che io ritengo di aver fatto, e che ho riportato sopra. Tu non metti 6.5 ad una ragazza che ti ha saputo rispondere a tutto, e 6/7 ad un'altra la cui interrogazione è stata piena di imprecisioni ed errori. Fatto sta che quest'ultima aveva preso dei riferimenti da un libro che il professore aveva consigliato di leggere, ma che, ahimé, ora fuori commercio. Dunque questo ha sicuramente inciso. Avrà pensato il professore: "quei due hanno cercato informazioni su altri testi, vuol dire che le mie fotocopie per loro non andavano bene. Quest'altra, invece, ha seguito il mio consiglio, ritiene che quello che io spiego e consiglio sia invece interessante." Se non ti va bene che facciamo approfondimenti, diccelo. Se vuoi che ripetiamo a pappardella, diccelo. Ma quando veniamo su a contestare il voto "professore, la mia non era da 7+, la mia non era da 7/8, la mia non era da 6.5" tu mi giustifichi ogni ragionamento che ti ha portato a darmi un voto del genere. Non borbotti scocciato qualcosa sull'esposizione ed un eventuale colloquio d'esame non considerando affatto le conoscenze, che pure c’erano, ed erano pertinenti, corrette ed adeguate.. Perché io ti sputo in un occhio.
Quando sono stata interrogata io, ieri, mi ha detto "Bene, stai lì che non è detto che non ti chieda qualcos'altro"
La mia compagna di banco: "Guarda Piera, ti ha detto così perché secondo me è indeciso se metterti 8.5 o 9"
Più tardi mi chiama e mi fa: "Sono sconvolta, ti ha messo 7+"
"Sicura"
"Si, l'ho visto"
Poi chiede di andare in bagno e quando torna mi fa: "Sono sicura, l'ho visto due volte, una andando e l'altra tornando, ti ha messo 7+ e a Feraz 7/8"
Oggi: "Ho saputo che è stato un sacco stronzo con te e Feraz. Ah, Piera, ho sognato che eri campionessa di nuoto agonistico". Vabbè, son soddisfazioni per me che so si e no stare a galla.
Oggi, parlando e sparlando fuori della classe con un gruppetto: "Quando ha interrogato a te e Feraz io avevo le mani nei capelli, mi rendevo conto di non sapere niente"
Oppure, riguardo alla secchiona: "A lei 9, ma avete visto quanto era depressa? Si è rovinata la media, poveretta".
O, quello che ho detto io: "Guardate, non sapete quanto ho goduto quando non ha saputo rispondere e ha risposto Maria Cristina. Non ero così contenta nemmeno quando ho saputo che la Franzoni sta dentro. E ho registrato tutto! Ma io me lo metto come suoneria per il cellulare"
Sia chiaro che io non ho niente contro chi prende 9 o 10 in una interrogazione. In classe mia sono in molti ad essere davvero bravissimi. Ma hanno un atteggiamento diverso. Prendono 9? Ochei, non ti fanno sentire una merda tu che hai preso magari 7. Anzi, personalmente quando vedo che qualcuno prende un voto alto sono contenta per lui. A me dà fastidio quell'atteggiamento di superiorità, quel tenere il muso perché prendi 9 e non 10 e questo ti abbassa la media. C'è gente che per anche un 7 ucciderebbe qualcuno. E tu ti incazzi perché hai avuto 9? Come tra l'altro è successo oggi? Questo significa sputare nel piatto dove si mangia, e tutto ciò mi fa schifo. O ancora, durante l'ora di religione, parlando di queste cosa, con noi che ci lamentavamo e la prof paziente ad ascoltare: "quando senti Piera e Feraz parlare di storia ti dà gusto, riesci a seguire il discorso"
Ve lo dico onestamente: il 7+ era minimo minimo un 8+. Minimo minimo. Il 7/8 era minimo minimo minimo 9. E il 6.5 un 7 pieno pieno o o 7+ ci stava tutto.
C'è poi un'altra cosa che mi ha fatto girare i cojoni (scusate il turpiloquio, io che criticavo il turpiloquio di Moccia, ma in questo caso di usare parole edulcorate proprio non mi va) è stata che mio fratello non ha combinato niente tutto l'anno, e ora, alla fine, con lo spettro della bocciatura sulla testa, sta facendo una full immersion. Oggi sento dire "se passi ti compro la chitarra". Io incasso e sto zitta. Ma stasera no, stasera sbotto, urlo e scoppio in lacrime (io piango anche leggendo Topolino). Io mi sono fatta un mazzo così tutto l'anno, sputo sangue sopra i libri fino a mezzanotte, e poi mi venite a dire che mio fratello, perché ha studiato un mese se passa gli regalate la chitarra? Certo, regalatemi un portatile per l'università, ci mancherebbe che mi facciate prendere gli appunti sui post-it. Ma a me non interessa il portatile, me lo compro con i soldi miei, io non voglio nessun regalo per la maturità, non vi chiedo niente, ma la chitarra per un mese di studio contro tutto quello che ho fatto io durante l'anno no. No. Basta, mi sono rotta il cazzo.
Poi, babbo mi fa un discorso col cuore in mano. Esordisce dicendo che è consapevole di non essere un padre che ha lasciato un segno E questa è stata una coltellata, perché non è vero, gli voglio bene e non sono in grado di dimostrarglielo. Orgoglio o idiozia? Non saprei. Forse orgoglio e idiozia insieme. Non vuole che lo perdoni, ma che io capisca che non si è reso conto di quanto ha fatto soffrire me mentre prometteva quello a mio fratello. Io capisco, e non ce l'ho con lui.
Voglio solo finire la scuola al più presto. Io ho tutto quello che mi serve, mi hanno dato tutto, e se mi servisse qualcosa sono perfettamente in grado di procurarmelo da sola. Tutto quello che voglio è finire la scuola. E basta. Perch* non ce la faccio davvero più. E quando ne sarò fuori, metterò in pratica la scena di "Notte prima degli esami". Dirò quello che penso ad un paio di professori. Dopo gli esami, ovviamente.
Bene, se siete arrivati alla fine (non so in che condizioni), vi faccio i miei complimenti.
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martedì, 13 maggio 2008
A BAD KARMA
Antefatto: in due anni sono stata interrogata di inglese ben sette volte. Altri, in due anni, sì e no una volta. Il resto della classe, in due anni, mai. E io mi sono scocciata.
Situazione contingente:
Prof: com'è stata la terza prova? Come l'avete impostata (la domanda di inglese)
Classe: ....
Prof: Bene, allora interrogo. (Apre il libro a caso, somma i numeri, risultato 11, Alessandra, e che cazzo, di nuovo?)
Comincio a parlare di Joyce e dello stream of counsciouness. Commetto il tragico errore (?) di dire che Joyce "didn't use a logical order, the character's thoughts flow freely". La prof mi fa non so che obiezione su 'sto cacchio di logical order.
Riprendo dal libro parola per parola: "differently from Joyce's characters who show their thoughts directly through interior monologue, sometimes in an inchoerent and syntactically unorthodox way, Woolf never lets her characters' thoughts flow without control, and maintains logical and grammatical organisation".
Ora, analizziamo:
- differently: vuol dire che se la Woolf fa una cosa, Joyce la fa diversamente
- inchoerent and syntactically unorthodox way: in modo incoerente e sintatticamente non ortodosso.
- Woolf [...] maintains logical and grammatical organisation: la Woolf mantiene un ordine logico e grammaticale.
Dato che il discorso comincia con "differently", la mia ipotesi è: se la Woolf mantiene un ordine logico, Joyce, a differenza sua (differently) e se io dico che Joyce non mantiene un ordine logico, si può sapere che cazzo avrò detto di male?
Verso la fine dell'interrogazione, anche per farle capire perchè ho detto quello che ho detto:
Io: si, beh, io ho letto la traduzione in italiano di Molly's Monologue (dall'Ulisse), e non ha un senso...
Prof: Quindi vuoi dire che Joyce scrive alla cavolo?
Io: Si.
Per completezza riporto anche il Molly's Monologue:
"il cielo e il mare pensavo a tante cose che lui non sapeva di Mulvey e Mr Stanhope e Hester e papà e il vecchio capitano Groves e i marinai che giocavano al piattello e alla cavallina come dicevan loro sul molo e la sentinella davanti alla casa del governatore con quella cosa attorno all'elmetto bianco povero diavolo mezzo arrostito e le ragazze spagnole che ridevano nei loro scialli e quei pettini alti e le aste alla mattina i Greci e gli Ebrei e gli Arabi e il diavolo chi sa altro da tutte le parti d'Europa e Duke street e il mercato del pollame un gran pigolio davanti a Larby Sharons e i poveri ciuchini che inciampavano mezzo addormentati e gli uomini avvolti nei loro mantelli addormentati all'ombra sugli scalini e le grandi ruote dei carri dei tori e il vecchio castello vecchio di mill'anni sì e qui bei Mori tutti in bianco e turbanti come re che che ti chidevano di metterti a sedere in quei buchi di botteghe e Rona con le vecchie finestre delle posadas fulgidi occhi celava l'inferriata perchè il suo amante baciasse le sbarre e le gargotte mezzo aperte la notte e le nacchere e la notte che perdemmo il battello ad Algeciras il sereno che faceva il suo giro con la lampada e Oh quel pauroso torrente laggiù in fondo Oh e il mare il mare qualche volta cremisi come il fuoco e gli splendidi tramonti e i fichi nei giardini dell'Alameda e sì tutte quelle stradine curiose e le case rosa e azzurre e gialle e i roseti e i gelsomini e i gerani e i cactus e Gibilterra da ragazza dov'ero un Fior di montagna sì quando mi misi la rosa nei capelli come facevano le ragazze andaluse o ne porterò una rossa sì come mi baciò sotto il muro moresco e pensavo be' lui ne vale un altro e poi gli chiesi con gli occhi di chiedere ancora sì e allora mi chiese se io volevo sì dire di sì mio fior di montagna e per prima cosa gli misi le braccia intorno sì me lo tirai addosso in modo che mi potesse sentire il petto tutto profumato sì e il suo cuore batteva come impazzito e sì dissi sì voglio si".
In effetti ho sbagliato a rispondere che sì, ritengo che Joyce scriva alla cavolo. Dovevo rispondere che secondo me Joyce scriveva sotto l'influsso di droghe pesanti.
Tralascio poi il fatto che ogni volta mi dice che non studio, quando i compagni di classe mi dicono "per fortuna che non avevi studiato, io non avrei saputo dire la metà di quello che hai detto te." Dopo è inutile che ai colloqui dici: "se la senti parlare pensi a chissà quanti anni ha vissuto in Inghilterra, però non studia, improvvisa perchè sa che è brava e recupera subito".
Io, la prossima volta, mi alzo e me ne vado. Ma che, c'ho scritto idiota sulla fronte?
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sabato, 10 maggio 2008
LA LEGGENDA DEL FUMETTO SULL'OCEANO
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inzio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto fra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buona notte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave". Ci rimasi secco. Fran.
Prendete Baricco. Prendete Topolino. Mescolate il tutto e quello che otterrete sarà: "La vera storia di Novecento". Come direbbe la mia compagna di banco: "'na ganzata".
Infine:
Consigli per gli acquisti:
1) Comprate Topolino di questa settimana (necessariamente)
2) Leggetevi il libro (non è un consiglio ma un ordine categorico)
3) Guardatevi il film (idem sopra)
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sabato, 03 maggio 2008
LE NEBBIE DI AVALON
Uno un pomeriggio esce di casa e si ritrova dentro una canzone dei Rhapsody.
Enjoy!
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martedì, 15 aprile 2008
PART VI: RMS TITANIC, THE FATEFUL MAIDEN VOYAGE
Lunedì 15 aprile 1912 (sono trascorsi 96 anni):
ISMAY:È una vera sfortuna, Capitano.
ANDREWS: In dieci minuti, quattro metri e mezzo d'acqua nel gavone di prua, in tutte e tre le stive, e nel locale della caldaia 6.
HUTCHINSON: Esatto, signore.
ISMAY: Quando potremo riprendere a navigare?
ANDREWS: Sono già cinque i compartimenti allagati. Può sopportare uno squarcio e rimanere comunque a galla con quattro compartimenti allagati, ma non cinque. Non cinque. Mentre affonda a prua, l'acqua passerà sopra le paratie del ponte E, arrivando fino a poppa. E non c'è alcun modo di impedirlo.
SMITH: Le pompe. Se apriamo le paratie possiamo...
ANDREWS: Le pompe fanno sì guadagnare tempo, ma solo pochi minuti. Da questo momento, qualunque cosa facciamo, il Titanic affonderà.
ISMAY: Ma questa nave non può affondare.
ANDREWS: È fatta di ferro, signore. Le assicuro che può affondare. E affonderà. È una certezza matematica.
SMITH: Quanto tempo abbiamo?
ANDREWS: Un'ora. Due al massimo.
SMITH: Quante sono le persone a bordo, signor Murdoch?
MURDOCH: 2.200 anime, signore.
SMITH: Ho l'impressione che finirà in prima pagina comunque, signor Ismay.
- h 00:05 Il Capitano Smith ordina che siano scoperte le scialuppe e chiama a raccolta l'equipaggio
- h 00:10 Il Quarto Ufficiale Joseph Groves Boxhall stima la posizione del Titanic: 41°46' N 50°14' W
- h 00:15 Prima richiesta di soccorso - CQD (come quick distress), accorrete presto in soccorso.
- h 00:45 Viene lanciato il primo razzo di segnalazione e calata la prima scialuppa, la numero 7. Il segnale CQD viene sostituito dall'SOS (l'operatore Jack Phillips aveva inziato a trasmettere il vecchio codice fino a che il secondo operatore, Harold Bride, suggerì di usare l'SOS con una battuta: «Manda l'SOS; è il nuovo codice e potrebbe essere la nostra ultima possibilità di usarlo» .Phillips non è sopravvissuto)
- h 1:40 Viene lanciato l'ultimo razzo di segnalazione
- h 2:05 Viene calata l'ultima scialuppa, più propriamente il canotto gonfiabile D
- h 2:10 Viene inviata l'ultima richiesta di soccorso
- h 2:18 Saltano le luci
- h 2:20 Il Titanic affonda
- h 3:30 I razzi di segnalazione del Carpathia vengono avvistati dalle scialuppe alla deriva
- h 4:10 La scialuppa numero 2 è la prima ad essere presa a bordo
- h 8:10 La scialuppa numero 12 è l'ultima ad essere presa a bordo
- h 8:50 Il Carpathia fa rotta verso New York con a bordo settecentoundici superstiti
"Okay, ci siamo. Si schianta contro l'iceberg a dritta, giusto? E procede a sobbalzi, provocando delle falle tipo codice Morse, dit-dit-dit, lungo la fiancata, sotto la linea di galleggiamento. Poi lo scomparto di prua comincia ad allagarsi. Ora, mentre il livello dell'acqua si alza, trabocca dalle paratie stagne, che, sfortunatamente, non superano il ponte E. Perciò, mentre la prua va giù, la poppa si solleva, all'inizio lentamente, poi sempre più velocemente, finché la nave si ritrova con tutto il culo per aria. Ed è un culone enorme, stiamo parlando di venti, trentamila tonnellate, okay? Ora, lo scafo non è progettato per sopportare una tale pressione, perciò che succede? Si spacca, dritto giù fino alla chiglia, e la poppa cade all'indietro, in piano. Poi, mentre la prua affonda, trascina giù con sé la poppa verticalmente, e poi, finalmente, si stacca. Ora, la parte posteriore rimane lì a ballonzolare come un tappo di sughero per qualche minuto, si allaga e finalmente affonda intorno alle 2:20 del mattino, due ore e 40 minuti dopo la collisione. La parte della prua plana, fermandosi a circa mezzo miglio di distanza. Viaggia a circa venti, trenta nodi quando si schianta contro il fondale marino. Una ficata, eh?"
- I razzi sparati dal Titanic
- Il Titanic comincia ad affondare di prua
- L'immagine della poppa della nave che si solleva
- La scialuppa numero 6 con a bordo Molly Brown si avvicina al Carpathia
- Uno dei due canotti gonfiabili messi in mare (i canotti A e B non vennero utilizzati perchè si rovesciarono)
- Una scialuppa issata sul Carpathia
- Alcuni sopravvissuti sul Carpathia
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lunedì, 14 aprile 2008
PART V: RMS TITANIC, THE FATEFUL MAIDEN VOYAGE
Domenica 14 aprile 1912: "Quella fu l'ultima volta che il Titanic vide la luce del giorno."
- h 9:00 * il Caronia riporta la presenza di ghiaccio a 42° N esteso da 49 a 50 gradi di longitudine.
- h 13:42 la posizione del Titanic è 42° N, 45° W
- h 13:42 il Baltic riporta la presenza di ghiaccio a 41 N, 50 W
- h 19:00 la temperatura esterna è di 6,1° C
- h 19:15 l'avviso iceberg inviato dal Baltic precedentemente viene inviato sul ponte
- h 19:00 la temperatura esterna è di 3,9° C
- h 21:00 la temperatura esterna è di mezzo grado centigrado
- h 21:40 l'avviso iceberg inviato dal Mesaba non viene consegnato sul ponte
- h 22:00 Il Primo Ufficiale William Murdoch dà il cambio al secondo ufficiale Charles Lightoller e le vedette Reginald Lee e Frederick Fleet danno il cambio a Archibald Jewell and George Symons sulla coffa. La temperatura esterna è di zero gradi centigradi.
- h 22:30 la temperatura dell'acqua è di zero gradi centigradi. Il Rappahanock avverte via codice Morse a mezzo di lampada di aver attraversato un banco di ghiaccio
- h 23:00 il Californian tenta di avvisare della presenza di ghiaccio ma viene zittito dal marconista del Titanic.
- h 23:40 collisione con l'iceberg sul lato di tribordo
*tutti gli orari si riferiscono all'ora della nave
- Non esistono fotografie dell'evento. I dipinti di Ken Marschall ci mostrano come le cose possano essere andate: 1; 2
- La foto dell'iceberg (qui insieme alla lettera ai genitori), dalla quale è visibile sul ghiaccio il segno della collisione, è stata scattata da un marinaio ceco, Stephen Rehoreck che , a bordo di una nave tedesca, si è trovato sul luogo del disastro, in mezzo a centinaia di corpi. Per ulteriori informazioni: Titanic, di Claudio Bossi (probabilmente il miglior sito sul Titanic che mi sia capitato di visitare).
FLEET: Porca puttana! Rispondete, bastardi! C'è qualcuno?
MOODY: Sì. Cosa vedi?
FLEET: Iceberg! Dritto davanti a noi!
MOODY: Ricevuto!
MURDOCH: Iceberg, dritto davanti a noi!
MOODY: Tutta la barra a tribordo!
TIMONIERE ROBERT HICHENS: Tutta la barra a tribordo!
MOODY: Vira! Vira! Veloce!
SECONDO INGEGNERE JAMES HESKETH: Ne prendo un po' anch'io. Ehi!
BELL: Indietro tutta!
HICHENS: Tutta la barra!
MOODY: Tutta la barra, signore.
HESKETH: Forza, ragazzi, forza! Più veloce! Più veloce! Ridurre il vapore! Ridurlo!
BARRETT: Chiudere tutti i regolatori di diretta! Chiudeteli!
BELL: Aspettate. Aspettate. Adesso! Attivare il motore d'inversione.
MOTORISTI: Sissignore! Sbrigatevi, non c'è tempo! Attuare inversione di marcia! Invertite!
FLEET: Perché non virano?
MURDOCH: Hai tutta la barra al massimo?
HICHENS: Sì, signore, tutta la barra.
MURDOCH: Forza. Forza. Forza. Vira.
MOTORISTA: Coraggio, ragazzi! Dateci dentro! Forza!
MURDOCH: Sì.
MARINAIO: Si schianterà!
FLEET: Cristo santo! Mio Dio.
MURDOCH: Tutto a babordo!
HICHENS: Tutto a babordo!
STEWARD: Aaah!
JACK: Attenta!
FUOCHISTI: Aaah!
BARRETT: Forza, andiamo! Uscite dalla porta! Stanno chiudendo le porte! Fuori!
FUOCHISTI: Muovetevi! Fuori! Fuori! Fuori!
BARRETT: Uscite dalla porta!
FUOCHISTA: Presto! Presto!
BARRETT: Forza, ragazzi! Avanti! Fuori! Fuori!
FUOCHISTA: Di là! Aaah!
FLEET: Oh, mio Dio. L'abbiamo scampata per un pelo.
LEE: Sai fiutare il ghiaccio, eh? Perdio!
PASSEGGERO: Questa nave sta imbarcando acqua.
MURDOCH: Annota l'ora, mettila sul giornale di bordo.
SMITH: Cos'è stato, signor Murdoch?
MURDOCH: Un iceberg, signore. Ho virato tutto a tribordo, ho mandato i motori indietro a tutta forza, ma era troppo vicino. Ho tentato una virata rapida a sinistra, ma l'ha colpito lo stesso e...
SMITH: Chiudere le porte stagne.
MURDOCH: Le porte sono chiuse, signore.
SMITH: Fermare i motori.
MURDOCH: Sissignore.
SMITH: Trovate il carpentiere. Che scandagli la nave.
MURDOCH: Sì, signore.
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domenica, 13 aprile 2008
PART IV: RMS TITANIC, THE FATEFUL MAIDEN VOYAGE
Da venerdì 12 aprile a mezzogiorno a sabato 12 aprile a mezzogiorno il Titanic ha coperto una distanza pari a 519 miglia viaggiando ad una velocità media di 2,62 nodi. Stando alla testimonianza fornita da J. Bruce Ismay durante l'inchiesta del senato americano i giri/motore al minuto in questo lasso di tempo sono stati 72-75. L'incendio svilupattosi nella sala caldaia 6 è stato finalmente spento.
"Naturalmente io sono un semplice passeggero. Ma un Capitano di grande esperienza, come lei, sa ciò che è meglio fare. Che gran bel finale per la sua ultima traversata se arrivassimo a New York martedì sera cogliendo tutti di sorpresa. Finiremmo in prima pagina. Chiuderebbe in bellezza la sua carriera, E.J. Un buon programma."
- Lista dell'equipaggio
- Alcune parti della lista dei passeggeri: 1; 2; 3
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sabato, 12 aprile 2008
PART III: RMS TITANIC, THE FATEFUL MAIDEN VOYAGE
Venerdì 12 aprile 1912 il Titanic viaggiava sulla rotta atlantica alla velocità di 21 nodi (circa 38,8 km/h). Tra l'11 e il 12 ha coperto 386 miglia. Il tempo si manteneva buono.
"21 nodi, signore."
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venerdì, 11 aprile 2008
PART II: RMS TITANIC, THE FATEFUL MAIDEN VOYAGE
Il Titanic raggiunge la cittadina irlandese di Queenstown (odierna Cobh), intorno alle 11.30 di giovedì 11 aprile, dove sbarcano sette passeggeri e ne salgono a bordo sette della Seconda classe e centotredici di Terza. Un membro dell'equipaggio diserta. Vi sono a bordo milletrecentoventi passeggeri, novecentootto membri dell'equipaggio, per un totale di duemiladuecentoventotto. Il Titanic lascia Queenstown alle 13.30. E' cominciato il viaggio fatale.
"Il pomeriggio seguente navigavamo verso ovest, lungo la costa dell'Irlanda. Davanti a noi, l'oceano".
- Il Titanic arriva a Queenstown
- Probabilmente l'ultima fotografia del Titanic, scattata mentre lasciava Queenstown
- Titanic Memorial in Cobh
A Cobh c'è, inoltre, un monumento che ricorda le vittime dell'affondamento del transatlantico RMS Lusitania, della compagnia inglese Cunard Line, affondato il 7 maggio 1915 da un siluro del sommergibile tedesco U-20, durante la Prima Guerra Mondiale. Morirono millecentonovantotto persone, settecentocinquantuno i superstiti. Era iniziata la guerra sottomarina da parte della Germania contro tutte le navi, anche neutrali, che incrociavano nella zona di guerra, come misura di ritorsione contro il blocco imposto dalla flotta britannica alle coste tedesche.
- Lusitania Memorial in Cobh
- Tre dipinti di Ken Marschall che mostrano la dinamica dell' affondamento del Lusitania: 1; 2; 3. Non esistono fotografie dell'evento.
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