Le canzoni di Avril Lavigne mi mettono sempre parecchia allegria. E ora vado a perdermi nei meandri della Divina Commedia...
L'altro ieri ho visto "The day after tomorrow", un americanata più che colossale, ma mi è piaciuto. Mi piacciono i flm catastrofici! E mi ha fatto capire che non distinguerò mai Roberto Pedicini da Massimo Lodolo e Claudia Razzi da Micaela Esdra. Sper di cavarmela meglio nel non confondermi Connie Bismuto con Emanuela D'Amico!!!
Per favore, qualcuno insegni un po' di dizione al cantante dei Negramaro! Per il bene dell'umanità... no, mi sono allargata troppo; per il bene di qualche italiano.
Sfido chiunque a capire al primo ascolto la canzone "Solo 3 minuti". Magari non tutta, ma questo pezzo in particolare:
come sale
bianco brucerei
…brucerei
Passi per la maggior parte degli sms, dove lo spazio a disposizione è poco, ma la tendenza è di usare le abbreviazioni dappertutto. In alcuni forum, nei blog, nelle email. Caspita, quanto tempo si perderà a scrivere "sei" anziché "6"?
L'Italiano è la lingua con cui leggiamo la Divina Commedia, le poesie di Montale, i Promessi Sposi, perché dobbiamo rovinarla così? Questa cosa è preoccupante, e ormai mi rendo conto che non la sopporto più. Se mi capita di girovagare per i blog, e ne trovo uno che potrebbe essere carino, lo mollo appena vedo un K...

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Fattore K, il trionfo della lettera dimenticata |
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Gara parecchio sfortunata quella di ieri per noi tifosi italiani, nel programma corto femminile. Silvia Fontana fortunatamente è dentro per poco e Carolina Kostner, è decima. Peccato quella caduta all'inizio del programma, per fortuna ha recuperato benissimo. Domani, vedremo come andrà a finire la storia. Bene, speriamo.

Fissate il centro della bandiera per almeno 30-40 secondi, dopodiché guardate una superficie bianca (muro o foglio di carta)
Finchè (non si sa fino a quando, beninteso) in Italia ci sarà libertà di espressione, ne approfitto...
In seguito all'IDIOTA decisione di sfoggiare un' IDIOTA maglietta con stampata sopra un' IDIOTA vignetta sull'Islam da quell'IDIOTA di Calderoli (cosa che nemmeno i bambini dell'asilo avrebbero pensato di fare: un po' perché sanno che può dar fastidio, un po' perché hanno un quoziente di'intelligenza maggiore di Calderoli, un po' perché sono certamente molto più maturi di lui) ritengo che sia l'occasione buona per affibbiargli qualche epiteto:
Calderoli è:
L'anticristo della cultura
Impermeabile all'intelligenza
Una sub-creatura
Affetto da idiosincrasia per l'intelligenza
Argento alla coppia cinese Dan Zhang e Hao Zhang sul pattinaggio artistico.
Ho visto il video e... la caduta della pattinatrice Dan Zhang è stata veramente tremenda. Ma nonostante tutto hanno continuato fino ad ottenere l'argento! Sono contenta per loro.
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La favola di Dan: cade e vince l’argento
Crolla in pista ma la pattinatrice continua dolorante la gara. E insieme al compagno compie una esibizione di altissimo livello
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Hao lancia in aria la compagna, Dan cade rovinosamente sulle ginocchia, il sogno olimpico sembra spezzato. Ma i due pattinatori cinesi decidono di ripartire, scivolano veloci e aggraziati sul ghiaccio, verso la medaglia d’argento.
Ha gli occhi rigati di lacrime, il ginocchio gonfio e il cuore in tumulto la medaglia più bella dei Giochi di Torino. È l’argento di Dan Zhang e Hao Zhang, pattinatori omonimi che, oltre al cognome, hanno in comune molto di più. Pattinaggio artistico, coppie. Zhang&Zhang danno lezioni di coraggio in mondovisione: lui la lancia in aria, lei cade rovinosamente sulle ginocchia, il sogno olimpico sembra spezzato dall'imperfezione dell’atterraggio di un salto quadruplo che proprio Dan e Hao nel 2001 furono i primi a introdurre nel programma.
È la specialità della ditta a tradire i pretendenti all’oro. Dan scivola contro la balaustra, il Palavela, stracolmo, ammutolisce. Comincia un dramma sportivo condiviso, come il meraviglioso trionfo della Trillini nella scherma a Barcellona ’92, oro con tutore al ginocchio. Oppure Kerry Strug, la pulce americana della ginnastica che commosse Atlanta ’96: cattivo atterraggio di un volteggio, legamenti che urlano e lacrime che sgorgano. Continuò e la sua faccia finì persino sui cartoni del latte made in Usa.
Hao il gigante vestito da damerino guarda sgomento la sua partner ferita, la porta in braccio nell’angolo dei pattinatori, l’appoggia con infinita delicatezza sul divanetto dove le coppie attendono il punteggio. È soprannominato «kiss and cry» per due buone ragioni: lì ci si bacia, lì si piange.
Dan piange, ha paura di essersi rotta il ginocchio. La botta è stata violenta. Hao si consulta con l’allenatore. Cosa facciamo? Rinunciamo o ci riproviamo? Zhang&Zhang sono fatti di una pasta speciale, un materiale umano di qualità. Decidono di continuare. Il regolamento lo permette: la musica riparte, Dan e Hao riprendono a pattinare da dove avevano smesso. Hanno ancora l’errore negli occhi e la delusione nel cuore ma c’è un’energia invisibile che li spinge più in là, oltre il dolore. Dan e Hao scivolano veloci e aggraziati sul ghiaccio, le braccia di lui forti e sicure, il ginocchio di lei tumefatto e fragile. Insieme, compiono il miracolo.
Dan non zoppica più. Vola. Hao non ha più paura, e la guida verso l’argento. I russi sono imprendibili, non c’è scandalo. E la giuria del pattinaggio si riscatta dalla brutta figura di Salt Lake City. Storie così non sono storie di tutti i giorni. Succedono solo all’Olimpiade, il campo giochi degli atleti speciali.
Gaia Piccardi
14 febbraio 2006 (Corriere della sera)
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Sanguinario quanto bellissimo, violento quanto accattivante... sicuramente Underworld e Underworld evolution sono due film che avranno un posto di riguardo nella mia classifica personale dei miei film preferiti (a far compagnia ad un colosso come Schindler's list e detto questo ho detto tutto!).
Ho visto proprio oggi Underworld evolution, il secondo film della (a quanto sembra) trilogia. Si può descrivere con un solo aggettivo: eccezionale. Sarà perché le storie su vampiri e licantropi mi hanno sempre affascinato, sarà perché questa rilettura in chiave moderna di queste storie vecchie di millenni è intrigante, sarà perché i mi piacciono un sacco i due attori protagonisti (Kate Beckinsale - guardatevi Serendipity - e Scott Speedman), fatto sta che non vedo l'ora che la trilogia sia completa.
L'unico problema è che... dura troppo poco! Altrimenti, è tutto fantastico, a partire dalle musiche di Marco Beltrami (autore anche della colonna sonora di Red Eye, altro bel film) alla fotografia, che permette di seguire tutto molto bene, nonostante sia ambientato di notte (logico, dato che la protagonista è un vampiro!).