martedì, 28 febbraio 2006, ore 21:11

Momento musicale del blog! Questa è una delle mie canzoni preferite, che ho avuto il piacere di riascoltare anche durante la Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi.

Le canzoni di Avril Lavigne mi mettono sempre parecchia allegria. E ora vado a perdermi nei meandri della Divina Commedia...

Who knows

Why do you look so familiar
I could swear that I have seen your face before
I think I like that you seem sincere
I think I'd like to get to know you a little bit more

I think there's something more
Life's worth living for

Who knows what could happen
Do what you do
Just keep on laughing
One thing's true
There's always a brand new day
I'm gonna live today like it's my last day

How do you always have an opinion
And how do you always find
The best way to compromise
We don't need to have a reason
We don't need anything we're just wasting time

I think there's something more
Life's worth living for

Who knows what could happen
Do what you do
Just keep on laughing
One thing's true
There's always a brand new day
Who knows what could happen
Do what you do
Just keep on laughing
One thing's true
There's always a brand new day
I'm gonna live today like it's my last day

Find yourself
'Cause I can't find you
Be yourself
Who are you?
Find yourself
'Cause I can't find you
Be yourself
Who are you?

Who knows what could happen
Do what you do
Just keep on laughing
One thing's true
There's always a brand new day

So you go and make it happen
Do your best
Just keep on laughing
I'm telling you
There's always a brand new day

Who knows what could happen
Do what you do
Just keep on laughing
One thing's true
There's always a brand new day
I'm gonna live today like it's my last day
Darthy
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venerdì, 24 febbraio 2006, ore 18:28

L'altro ieri ho visto "The day after tomorrow", un americanata più che colossale, ma mi è piaciuto. Mi piacciono i flm catastrofici! E mi ha fatto capire che non distinguerò mai Roberto Pedicini da Massimo Lodolo e Claudia Razzi da Micaela Esdra. Sper di cavarmela meglio nel non confondermi Connie Bismuto con Emanuela D'Amico!!!

 

Darthy
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venerdì, 24 febbraio 2006, ore 14:13

Per favore, qualcuno insegni un po' di dizione al cantante dei Negramaro! Per il bene dell'umanità... no, mi sono allargata troppo; per il bene di qualche italiano.

Sfido chiunque a capire al primo ascolto la canzone "Solo 3 minuti". Magari non tutta, ma questo pezzo in particolare:

come sale
bianco brucerei
…brucerei

 

Darthy
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mercoledì, 22 febbraio 2006, ore 16:25

Passi per la maggior parte degli sms, dove lo spazio a disposizione è poco, ma la tendenza è di usare le abbreviazioni dappertutto. In alcuni forum, nei blog, nelle email. Caspita, quanto tempo si perderà a scrivere "sei" anziché "6"?

L'Italiano è la lingua con cui leggiamo la Divina Commedia, le poesie di Montale, i Promessi Sposi, perché dobbiamo rovinarla così? Questa cosa è preoccupante, e ormai mi rendo conto che non la sopporto più. Se mi capita di girovagare per i blog, e ne trovo uno che potrebbe essere carino, lo mollo appena vedo un K...

 

 

 

Fattore K, il trionfo della lettera dimenticata

di Jan van Elzen 30/03/2003

 

 


  Vengono sempre più usate abbreviazioni come X al posto di “per” e i vocali sono a rischio. Per gli esperti la contaminazione linguistica imposta dal basso è destinata a continuare. Tra dieci anni potremmo tutti scrivere skerzo e amiko, dicono.  


  È sbarcata prima negli SMS e su Internet, la K. Ora si trova anche nei compiti in classe al posto del “ch”. Nei casi più semplici, si preferisce “ki” a “chi”, “perké” o “xké” a “perché” e “cmq” per “comunque”. Nei casi più arditi, “ho tanta fame” diventa “80 fame” e “se dici una bugia” diventa “16 1 bugia”. Un codice vero e proprio nato dall’esigenza di essere veloci e soprattutto di risparmiare spazio, visto che le battute concesse dal cellulare per un singolo messaggio non superano le 160 unità (spazi compresi), con la possibilità, nei telefonini di ultima generazione, di raddoppiare o triplicare con messaggi concatenati. Il fatto nuovo è che alla lunga tutti questi segni alternativi rischiano di entrare nei testi scritti. E così il “fattore K” trionfa.
Finché si tratta di testi privati non siamo lontani dalla vecchia stenografia e in fondo non c’è nulla di male. Ma ormai l’abitudine arriva a contaminare i testi “ufficiali” (temi scolastici e compiti in classe). Con conseguenze imprevedibili. Come l’uso della K che, da semplice sostituto del ch, comincia a invadere kose, kase, amiko, ecc. Una tendenza che i linguistici giudicano non effimera, perché potrebbe finalmente risolvere la discrasia tra grafia e fonetica. Mentre la ce rimane davanti a vocali cosidetti palatali (“e” e “i”), negli altri casi si va diffondendo la k (kredo, kuore, kavolo, ecc.). C’è anche il fatto che la k gode di un indubbio prestigio internazionale. E anche di illustri precedenti, se è vero che il primo testo della nostra lingua, il celebre Placito di Capua (del 960), era un trionfo di k: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti”. Insomma, niente che vedere con l’uso contestativo degli anni settanta, ma perfettamente legittimo sul piano dell’economia linguistica. Infatti, a volte poi siamo talmente abituati a usare quei segni matematici in un tema, che fatichiamo a capire perché vengono corretti ... Quello che è peggio che ci sono liceali che non sanno più scrivere in corsivo, soltanto in stampatello ... Ormai è chiaro che con i telefonini il fenomeno delle abbreviazioni e dei segni si è diffuso e si è fatto anche più complesso e più creativo.
Mescolare è il verbo dei teenager: mescolare segni, numeri, lettere dell’alfabeto, interi set di faccine che significano tristezza o allegria messi a disposizione dagli ultimi cellulari e immediatamente pronti all’uso. Senza togliere spazio alla creatività. Così, accanto all’autoctono “bacio”, i giovani dispongono di un repertorio cosmopolita: “kiss”, “smack”, “beso”.

Le abbreviazioni

nn: non
tt: tutto, tutti
k, ke: che
xk o xke: perché
m, t, c, v: pronomi mi, ti, ci, vi
d: preposizione d
ns: nostro
cm: come
cmq: comunque
fs; forse
qd: quando
smp: sempre
tvumdb: ti voglio un mondo di bene
tat: ti amo tanto
80: ho tanto, ho tanta
70: sei tanto, se tanto, se tanta
16: se dici

Le dediche

- I sogni sono cm le stelle, spariscono all’alba di 1 nuovo giorno, anke tu 1 giorno fs sparirai dalla mia vita ma d tt i miei sogni tu 6 il + bello.
- Se t fossi 1 lacrima nn piangerei x paura di xderti.
- Ki trova 1 amiko trova 1 tesoro, ki trova 1 tesoro nn lo dice all’amiko.
- Tt abbiamo 1 stella dalla nascita le ns 2 stelle si sono 1ite, le grandi stelli nn cadono mai.
- Molte sn le stelle ke illuminao il cielo, poke xo c fanno sognare ... alcune, è vero, c rubano lo sguardo, 1 sola xo, cadendo, m ha rubato il cuore ...t!
 
Darthy
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mercoledì, 22 febbraio 2006, ore 16:14

Gara parecchio sfortunata quella di ieri per noi tifosi italiani, nel programma corto femminile. Silvia Fontana fortunatamente è dentro per poco e Carolina Kostner, è decima. Peccato quella caduta all'inizio del programma, per fortuna ha recuperato benissimo. Domani, vedremo come andrà a finire la storia. Bene, speriamo.

 

Darthy
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domenica, 19 febbraio 2006, ore 18:21

Darthy
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sabato, 18 febbraio 2006, ore 17:57


Fissate il centro della bandiera per almeno 30-40 secondi, dopodiché guardate una superficie bianca (muro o foglio di carta)

www.coolopticalillusions.com

Darthy
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sabato, 18 febbraio 2006, ore 13:59

Finchè (non si sa fino a quando, beninteso) in Italia ci sarà libertà di espressione, ne approfitto...

In seguito all'IDIOTA decisione di sfoggiare un' IDIOTA maglietta con stampata sopra un' IDIOTA vignetta sull'Islam da quell'IDIOTA di Calderoli (cosa che nemmeno i bambini dell'asilo avrebbero pensato di fare: un po' perché sanno che può dar fastidio, un po' perché hanno un quoziente di'intelligenza maggiore di Calderoli, un po' perché sono certamente molto più maturi di lui) ritengo che sia l'occasione buona per affibbiargli qualche epiteto:

Calderoli è:

L'anticristo della cultura

Impermeabile all'intelligenza

Una sub-creatura

Affetto da idiosincrasia per l'intelligenza

 

Darthy
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martedì, 14 febbraio 2006, ore 21:53

Argento alla coppia cinese Dan Zhang e Hao Zhang sul pattinaggio artistico.

Ho visto il video e... la caduta della pattinatrice Dan Zhang è stata veramente tremenda. Ma nonostante tutto hanno continuato fino ad ottenere l'argento! Sono contenta per loro.

 

La favola di Dan: cade e vince l’argento
Crolla in pista ma la pattinatrice continua dolorante la gara. E insieme al compagno compie una esibizione di altissimo livello

Hao lancia in aria la compagna, Dan cade rovinosamente sulle ginocchia, il sogno olimpico sembra spezzato. Ma i due pattinatori cinesi decidono di ripartire, scivolano veloci e aggraziati sul ghiaccio, verso la medaglia d’argento.
Ha gli occhi rigati di lacrime, il ginocchio gonfio e il cuore in tumulto la medaglia più bella dei Giochi di Torino. È l’argento di Dan Zhang e Hao Zhang, pattinatori omonimi che, oltre al cognome, hanno in comune molto di più. Pattinaggio artistico, coppie. Zhang&Zhang danno lezioni di coraggio in mondovisione: lui la lancia in aria, lei cade rovinosamente sulle ginocchia, il sogno olimpico sembra spezzato dall'imperfezione dell’atterraggio di un salto quadruplo che proprio Dan e Hao nel 2001 furono i primi a introdurre nel programma.
È la specialità della ditta a tradire i pretendenti all’oro. Dan scivola contro la balaustra, il Palavela, stracolmo, ammutolisce. Comincia un dramma sportivo condiviso, come il meraviglioso trionfo della Trillini nella scherma a Barcellona ’92, oro con tutore al ginocchio. Oppure Kerry Strug, la pulce americana della ginnastica che commosse Atlanta ’96: cattivo atterraggio di un volteggio, legamenti che urlano e lacrime che sgorgano. Continuò e la sua faccia finì persino sui cartoni del latte made in Usa.
Hao il gigante vestito da damerino guarda sgomento la sua partner ferita, la porta in braccio nell’angolo dei pattinatori, l’appoggia con infinita delicatezza sul divanetto dove le coppie attendono il punteggio. È soprannominato «kiss and cry» per due buone ragioni: lì ci si bacia, lì si piange.
Dan piange, ha paura di essersi rotta il ginocchio. La botta è stata violenta. Hao si consulta con l’allenatore. Cosa facciamo? Rinunciamo o ci riproviamo? Zhang&Zhang sono fatti di una pasta speciale, un materiale umano di qualità. Decidono di continuare. Il regolamento lo permette: la musica riparte, Dan e Hao riprendono a pattinare da dove avevano smesso. Hanno ancora l’errore negli occhi e la delusione nel cuore ma c’è un’energia invisibile che li spinge più in là, oltre il dolore. Dan e Hao scivolano veloci e aggraziati sul ghiaccio, le braccia di lui forti e sicure, il ginocchio di lei tumefatto e fragile. Insieme, compiono il miracolo.
Dan non zoppica più. Vola. Hao non ha più paura, e la guida verso l’argento. I russi sono imprendibili, non c’è scandalo. E la giuria del pattinaggio si riscatta dalla brutta figura di Salt Lake City. Storie così non sono storie di tutti i giorni. Succedono solo all’Olimpiade, il campo giochi degli atleti speciali.
 
 
Gaia Piccardi
14 febbraio 2006  (Corriere della sera)

Darthy
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sabato, 11 febbraio 2006, ore 22:40

 

Sanguinario quanto bellissimo, violento quanto accattivante... sicuramente Underworld e Underworld evolution sono due film che avranno un posto di riguardo nella mia classifica personale dei miei film preferiti (a far compagnia ad un colosso come Schindler's list e detto questo ho detto tutto!).

Ho visto proprio oggi Underworld evolution, il secondo film della (a quanto sembra) trilogia. Si può descrivere con un solo aggettivo: eccezionale. Sarà perché le storie su vampiri e licantropi mi hanno sempre affascinato, sarà perché questa rilettura in chiave moderna di queste storie vecchie di millenni è intrigante, sarà perché i mi piacciono un sacco i due attori protagonisti (Kate Beckinsale - guardatevi Serendipity - e Scott Speedman), fatto sta che non vedo l'ora che la trilogia sia completa.

L'unico problema è che... dura troppo poco! Altrimenti, è tutto fantastico, a partire dalle musiche di Marco Beltrami (autore anche della colonna sonora di Red Eye, altro bel film) alla fotografia, che permette di seguire tutto molto bene, nonostante sia ambientato di notte (logico, dato che la protagonista è un vampiro!).

http://www.sonypictures.com/movies/underworldevolution/

Darthy
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