LETTERA DI UNA BAMBINA DELLO ZIMBAWE A GESU' BAMBINO tratta da "L'INCONTINENTE BIANCO"
Caro Gesù Bambino,
ti scrivo questa letterina perché qui abbiamo proprio bisogno del tuo aiuto. Lo so che chi si accontenta goda, ma è anche vero che chi gode è più contento!
Il problema è che qua si gode pochissimo, perché siamo molto, molto poveri, per questo ti chiedo di aiutarci.
Aiuta il mio papà, che è talmente povero che spera di emigrare in Albania. Dove abitiamo noi non può neanche lavare i vetri alle macchine ferme ai semafori, perché non ci sono i semafori; è costretto a correre dietro alle macchine finché non arrivano a casa, e così gli vengono dei polpacci come Maradona. È così povero che non sa come sfamarci. L'altro giorno, quando la mamma gli ha chiesto una mano per la tavola, lui gli ha risposto: << Ti ho già dato la gamba l'altro ieri, oggi non potremmo mangiare qualcun altro? >> E si è arrabbiato, ma solo per potersi mangiare il fegato. Abbiamo così tanta fame, che l'ultima volta che è venuto a cena un mio amico il papà gli ha chiesto di lavarsi le mani con la maionese e intanto lo guardava con l'acquolina in bocca. Il mio amico un po’ si è insospettito. A forza di non mangiare mio papà si è anche ammalato, e il medico gli ha dato delle medicine: il problema è che gli ha proibito di prenderle a stomaco vuoto! E allora, ti prego, Gesù Bambino: fa' che assumano mio papà alle Poste così lecca i francobolli e può prendere le medicine!
E poi, caro Gesù Bambino, aiuta anche mia sorella, che per la fame è diventata secca come un raggio della bicicletta. È talmente magra che l'ultima volta che ha fatto la doccia, poverina, è cascata dentro lo scarico. E quando piove non si bagna: passa tra un pisciarello e l'altro. È talmente secca che quando a scuola va male la maestra la mette dietro la lavagna, e la lavagna è appesa al muro! E del resto i suoi compagni non stanno messi meglio: quando hanno fatto la foto di classe sono entrati tutti in una fototessera! Ma mia sorella non ce la fa proprio più: è così disperata che ha tentato il suicidio con i barbiturici, e così è ingrassata di due etti. Quando l'abbiamo portata dal dottore gliela abbiamo passata sotto la porta, e lui non le ha fatto i raggi X, le ha fatto direttamente la prova finestra. E poi, già che c'era, il dottore le ha prelevato una cellula di DNA: l'hanno impiantata in una pianta di canapa ed è venuto fuori direttamente lo spago.
E ti prego, caro Gesù Bambino, aiuta anche il mio fratellino. Lui è appassionato di calcio, ma gli tocca giocare in una squadra di profughi che, tra malattie, fame e mine è un po’ malconcia. Mio fratello è portiere, sta fra i pali che sono due suoi amici alti un metro e novantotto e pesano 21 chili l'uno. Il terzino, che credo si chiami così perché è del Terzo Mondo, non tiene la gamba destra e tira solo di sinistro, ma ogni volta cade per terra. La mezz'ala è talmente secca che non raggiunge neanche un quarto di ala! Il centravanti è saltato su una mina e quando l'arbitro gli ha fischiato il fallo di mano gli ha fatto notare che non era possibile: non tiene le mani! Il massaggiatore ogni volta che succede qualcosa non entra in campo con la cassetta del pronto soccorso, ma porta direttamente la cassa da morto! E anche le majorette, al posto dell'animazione sono costrette a fare la rianimazione. Insomma, sono talmente conciati male che, quando fanno le partite, giocano due tempi lunghi un minuto l'uno: di più non ce la fanno. E di solito giocano 500 contro 500, con la panchina lunga: 37.000 riserve… Tutte rovinate.
E se puoi, Gesù Bambino, aiuta anche me che mi sono innamorata per la prima volta! Lui è un bambino di un'altra tribù, e il nostro è un amore contrastato. E come si dice, l'amore lascia le cicatrici, ma pure il machete non scherza un cazzo!
Grazie, Gesù Bambino, e cordiali saluti.