giovedì, 22 marzo 2007, ore 14:40

Vi ho detto che a vedere Giobbe Covatta ho riso tanto da slogarmi la mascella.
Ieri, guardando Troy, ho riso fino alle convulsioni.

Uno spera, ochei, che il film cominci con qualcosa di sopportabile, per poi procedere per gradi verso le stronzate più colossali e invece no: se dopo due minuti il cuore rischia di cedere al nominare Patroclo CUGINO di Achille, già pensi che se non hai fatto testamento è il caso di provvedere.

L'Ira di Achille: o per meglio dire: la vaga incazzatura di un orango tango in calore.

Agamennone e Menelao: uga uga. Due buzzurri che neanche gli europarlamentari nelle giornate no, vi dico. E c'è un motivo particolare per cui Agamennone muoia per mano di Briseide? Cribbio, Clitemnestra ed Egisto vanno a vendere le noccioline?

Briseide: prendi 3 paghi uno: Crise, Criseide e sè stessa. C'era lo sconto al supermercato.

La peste: peste? che peste?

Aiace: un'incrocio tra Thor e King Kong. Viene da pensare che chi ha fatto il casting abbia fatto i provini allo zoo. O su un ring di wrestling. E se Aiace viene infilzato da Ettore come uno spiedino, chi reclamerà poi le armi del Pelide? Topo Gigio?

Andromaca e Astianatte: passaggi segreti a iosa, manco fosse il bunker di Hitler.

Priamo's family: ochei, 50 figli sono tanti da piazzare in un film, ma una via di mezzo tra due e 50 no? E poi, che fine ha fatto Ecuba, la regina di Troia? E Cassandra, uno dei personaggi più belli della mitologia? Missing. Chi abbia notizie per favore contatti questo numero: 068262 (Redazione Chi l'ha visto. Io no di sicuro)

Ettore e Andromaca alle porte Scee: "Io vado" "Non andare" "Devo andare" "Allora non ti aspetto per cena"

Enea: un marmocchio di 15 anni. Si porta appresso il padre che più che padre sembra il bisnonno e Paride gli chiede come si chiama. Ah Paride, Enea t'è parente, possibile che non lo riconosci?

La spada di Troia: una novità per il merchandising.

Priamo: conosceva il padre di Achille. Erano in Vietnam insieme.

10 anni di assedio: dieci anni? Dieci minuti!








Darthy
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martedì, 20 marzo 2007, ore 14:54

Ta dah!!!!!!! Ho l'età per essere incriminabile. MIo fratello mi ha già detto che mi denuncia, dovrò essere prudente.

18 ANNI!!!!! Come ci si sente con un anno in più? Eh, che volete, la vista si offusca, l'osteoporosi emerge, l'arteriosclerosi galoppa, il cornetto acustico diventa il tuo amico più caro et cetera, et cetera.

Oggi, a scuola, tutti quanti si sono ricordati di farmi gli auguri. Fosse stato per me, bastava quello. Non potevo certo immaginare che di ritorno da una missione di scorta in bagno da neodiciottene ad una mia compagna di classe, avrei trovato le luci spente, tutti i miei amici in piedi a cantarmi "Tanti auguri", e sul banco una vaschetta di spettacolari pavesini con cocco, caffè e nutella e sopra due candele accese, un 1 e un 8. Proprio non me lo aspettavo, ero senza parole, non sapevo cosa rispondere. Se qualcuno mi avesse fatto una foto in quel momento avrebbe trovato un espressione mista tra il basito, l'esterrefatto, il coma profondo dovuto a shock. E dato che io non sono il tipo da occasioni ufficiali, ho ringraziato sì, la maestra pasticcera Silvia che si è presa il disturbo di festeggiarmi, ma attraverso un biglietto pieno di stupidaggini perchè ci mancava solo che mi commuovessi, ma loro mi conoscono, sanno che se non sparo scemenze non sono io. Ah si, sulla lavagna campeggiava "18 Auguri PIERA!"

Che dire, ragazzi? Non me lo aspettavo. Siete fantastici!
Darthy
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lunedì, 19 marzo 2007, ore 15:29

- 1
Darthy
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domenica, 18 marzo 2007, ore 18:58

- 2
Darthy
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sabato, 17 marzo 2007, ore 15:39

- 3
Darthy
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mercoledì, 14 marzo 2007, ore 13:36

Sapete, io sono cresciuta leggendo i libri di Giobbe Covatta. Sarà paradossale, li conosco a memoria, ma ogni volta che li rileggo, mi diverto come se fosse la prima volta. In classe soltanto un mio compagno li ha letti, e ogni volta che rievochiamo i momenti gloriosi ci prende la ridarella incontrollabile e incontrovertibile con un mal di pancia tipo dissenteria con conseguente rischio di perdita liquidi corporei perchè l'uretra non collabora. Inutile aggiungere che siamo stati presi per pazzi più di una volta. Chiamate la neuro... un grido si leva unanime dal consorzio di quei poveri uomini che non conoscono le gioie della vita.

Avete capito il soggetto immagino. E quindi, figuratevi che colpaccio per me poterlo vedere dal vivo, a teatro. Riuscite ad immaginarlo? No? Allora provate ad immedesimarvi in interisti e immaginate di vincere lo scudetto. Ecco, la sensazione è tpiù o meno quella.

E dello spettacolo? Che dire? Vi basti sapere che alla fine avevo la mascella incriccata dalle risate. Due ore di puro delirio. Ho riso sempre, e quando dico sempre non intendo "sempre sempre" ma "di più di sempre. La semprità al quadrato".

Uno spettacolo brillante, risata assicurata, solo al pensiero rido per un altro mese.
Spettacolo sì brillante ma sempre attento alle realtà meno fortunate della nostra, con quell'intelligenza mista ad ironia che solo Giobbe (testimonial dell'Amref) sa fare. La pedofilia, gli "11 settembre" dimenticati da tutti...

Cos'altro dire? Se il tour passa anche dalle vostre parti non esitate e prendete i biglietti. Se non ci passa, mangiatevi il fegato. Io intanto posso dire "IO C'ERO".


P.S. Se caso mai servisse uno dei suoi libri per quei poveri bovghesi pvoletavi che non hanno mai letto niente di San Giobbe,  "Pancreas - Trapianto del libro cuore" ce l'ho in pdf.



LETTERA DI UNA BAMBINA DELLO ZIMBAWE A GESU' BAMBINO tratta da "L'INCONTINENTE BIANCO"

 

   Caro Gesù Bambino,

   ti scrivo questa letterina perché qui abbiamo proprio bisogno del tuo aiuto. Lo so che chi si accontenta goda, ma è anche vero che chi gode è più contento!

   Il problema è che qua si gode pochissimo, perché siamo molto, molto poveri, per questo ti chiedo di aiutarci.

   Aiuta il mio papà, che è talmente povero che spera di emigrare in Albania. Dove abitiamo noi non può neanche lavare i vetri alle macchine ferme ai semafori, perché non ci sono i semafori; è costretto a correre dietro alle macchine finché non arrivano a casa, e così gli vengono dei polpacci come Maradona. È così povero che non sa come sfamarci. L'altro giorno, quando la mamma gli ha chiesto una mano per la tavola, lui gli ha risposto: << Ti ho già dato la gamba l'altro ieri, oggi non potremmo mangiare qualcun altro? >> E si è arrabbiato, ma solo per potersi mangiare il fegato. Abbiamo così tanta fame, che l'ultima volta che è venuto a cena un mio amico il papà gli ha chiesto di lavarsi le mani con la maionese e intanto lo guardava con l'acquolina in bocca. Il mio amico un po’ si è insospettito. A forza di non mangiare mio papà si è anche ammalato, e il medico gli ha dato delle medicine: il problema è che gli ha proibito di prenderle a stomaco vuoto! E allora, ti prego, Gesù Bambino: fa' che assumano mio papà alle Poste così lecca i francobolli e può prendere le medicine!

   E poi, caro Gesù Bambino, aiuta anche mia sorella, che per la fame è diventata secca come un raggio della bicicletta. È talmente magra che l'ultima volta che ha fatto la doccia, poverina, è cascata dentro lo scarico. E quando piove non si bagna: passa tra un pisciarello e l'altro. È talmente secca che quando a scuola va male la maestra la mette dietro la lavagna, e la lavagna è appesa al muro! E del resto i suoi compagni non stanno messi meglio: quando hanno fatto la foto di classe sono entrati tutti in una fototessera! Ma mia sorella non ce la fa proprio più: è così disperata che ha tentato il suicidio con i barbiturici, e così è ingrassata di due etti. Quando l'abbiamo portata dal dottore gliela abbiamo passata sotto la porta, e lui non le ha fatto i raggi X, le ha fatto direttamente la prova finestra. E poi, già che c'era, il dottore le ha prelevato una cellula di DNA: l'hanno impiantata in una pianta di canapa ed è venuto fuori direttamente lo spago.

   E ti prego, caro Gesù Bambino, aiuta anche il mio fratellino. Lui è appassionato di calcio, ma gli tocca giocare in una squadra di profughi che, tra malattie, fame e mine è un po’ malconcia. Mio fratello è portiere, sta fra i pali che sono due suoi amici alti un metro e novantotto e pesano 21 chili l'uno. Il terzino, che credo si chiami così perché è del Terzo Mondo, non tiene la gamba destra e tira solo di sinistro, ma ogni volta cade per terra. La mezz'ala è talmente secca che non raggiunge neanche un quarto di ala! Il centravanti è saltato su una mina e quando l'arbitro gli ha fischiato il fallo di mano gli ha fatto notare che non era possibile: non tiene le mani! Il massaggiatore ogni volta che succede qualcosa non entra in campo con la cassetta del pronto soccorso, ma porta direttamente la cassa da morto! E anche le majorette, al posto dell'animazione sono costrette a fare la rianimazione. Insomma, sono talmente conciati male che, quando fanno le partite, giocano due tempi lunghi un minuto l'uno: di più non ce la fanno. E di solito giocano 500 contro 500, con la panchina lunga: 37.000 riserve… Tutte rovinate.

   E se puoi, Gesù Bambino, aiuta anche me che mi sono innamorata per la prima volta! Lui è un bambino di un'altra tribù, e il nostro è un amore contrastato. E come si dice, l'amore lascia le cicatrici, ma pure il machete non scherza un cazzo!

   Grazie, Gesù Bambino, e cordiali saluti.  

 

Darthy
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domenica, 11 marzo 2007, ore 13:07

Oh-oh-oh.
Dunque dunque dunque.
 
Da ieri è finalmente partito il countdown ufficiale. 9 giorni e potrò guidare, votare, uscire da scuola con la mia firma. Yuuuuuuuh.

Poi, che altro... ah sì, sono reduce da un compleanno in cui bisognava vestirsi eleganti. A parte che appena l'ho saputo ero nel panico perchè l'unica cosa che ho di elegante è il vestito del battesimo...  risolto poi in zona Cesarini con una camicia nera (tengo la camisa negra) e jeans scuri. E tutto vaaaa, come deve andareeee...

E dulcis in fundo... oggi alle 5 vado a vedere (finalmente) Giobbe Covatta a teatro: I sette peccati capitali. Va che bello!
Darthy
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