Mi è capitato tra le mani "Scusa ma ti chiamo amore" di Moccia, cerebroleso con velleità artistiche.
Leggendo qua e là in preda alle convulsioni, mi rendo conto che perfino il mio gatto è in grado di scrivere meglio di lui, tanto che vado a leggere le due righe sull'autore, all'interno della copertina, per vedere se 'sto coso abbia almeno la terza media. Perchè ho letto manuali di istruzioni in svedese di forni a microonde molto più apprezzabili, artisticamente parlando, di quello che scrive suddetto essere sublunare. Tra l'altro, osservando la sua foto sul libro ho capito perchè lo si vede sempre in giro con il cappellino. Per nascondere la cicatrice della lobotomia. Ma, e questo è il succo del post, per la vostra gioia riporterò alcuni passi dal libro. E li commenterò, per la mia (sadica) gioia.
Orbene, l'incipit. Altro che gli incipit di Jane Austen, ma scherziamo?
"Notte. Notte incantata. Notte dolorosa. Notte folle, magica e pazza. E poi ancora notte. Notte che sembra non passare mai. Notte che invece a volte passa troppo in fretta."
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Tra l'altro mi ricorda tanto, per assonanza, per ritmo, fate voi, un pezzo di una canzone dei Nanowar "Entra l'uomo di sabbia", parodia di "Enter Sandman" dei Metallica: "Sogni di guerra, sogni di pace, sogni di pollo alla brace, e di cose che mordono". Ovviamente qui c'è tutto un altro spessore.
"Queste sono le mie amiche, cavoli... Forti. Sono forti. Forti come Onde. Che non si fermano."
Forti come Onde (scritto con la maiuscola, tra l'altro)? Cioè, vai al cinema a vedere John Rambo, esci dalla sala e commenti: "Beh, sì, Rambo è forte, è forte... ecco, è forte come un' onda."
"Ci mancava anche che fosse un meccanico incapace! Allora avevi fatto proprio bingo!"
"Ma come ti esprimi! Ormai non sai più distinguere la realtà... confondi la semplicità e la bellezza della vita con l'irrealtà delle tue pubblicità. Hai fatto bingo... Tu sei proprio fuori, sei proprio out."
Rielaboro: "Orbene, la dea Tiche ha fatto sì che il meccanico cui ti sei rivolto pieno di inusitata fiducia fosse estremamente competente riguardo alle sue peculiari capacità tecniche. Diversamente la tua ria sorte avrebbe raggiunto livelli abissali, o, dicasi altrimenti, avresti fatto bingo"
"Ma come disquisisci in un ambito così poco formale? Ormai non sai più distinguere cos'è contingente e cos'è trascendente... l'essere semplice e l'essere esteticamente godibile sono da te confusi con il fattore irreale delle tue reclame. Hai fatto bingo... Sei una strana persona, sei così lontano dalle odierne tendenze puerili"
"Poco più tardi. Un suono. Il telefonino. Alessandro si sveglia. Così poco tempo e si era già addormentato... Un messaggio. Lo legge."
Tom esce di casa. Tom incontra Jane. Jane e Tom giocano. Arriva Michael. Tom e Jane salutono Michael. Michael gioca con Tom e Jane. Un cane abbaia. I bambini accarezzano il cane. Il cane se ne va. I bambini rientrano in casa. La mamma di Tom prepara la merenda. I bambini ringraziano. Sentirete che suspance poi...
"Appunto, ed è per questo che te lo chiedo, almeno mi rispondi, sennò non me lo diresti mai."
"Madonna, quanto sei filosofico. Gira qua, dai, qua, presto."
Filosofico? Glielo do io il filosofico: Il primo principio della Dottrina della Scienza di Fichte stabilisce che "l'Io pone se stesso", chiarendo come il concetto di Io in generale si identifichi con quello di un'attività auto-creatrice ed infinita. Il secondo stabilisce che "l'Io pone il non-io", ovvero che l'io non solo pone se stesso, ma oppone anche a se stesso qualcosa che, in quanto gli è opposto, è un non-io. Tale non-io è tuttavia posto dall'Io ed è quindi nell'Io. Il terzo principio mostra come l'Io, avendo posto il non-io, si trovi ad essere limitato da esso.
Per non parlare dei turpiloqui. Un muratore dello Zambia è molto più raffinato di questo buzzurro. E i nomi! Vogliamo parlare dei nomi? Niki, Olly, Giò (la dottoressa?), Veruska. E poi i vari Babi, Step e compagnia bella di quell'altra spazzatura che si ostina a chiamare romanzi.
Bene, direi che può anche bastare. Anche perchè sono al limite di sopportazione fisica. Giuro che se leggo anche solo un'altra riga potrei riportare danni permanenti a tutti gli organi che possano riportare danni.
In conclusione, le insindacabili parole tratte da "Pancreas - Trapianto del libro cuore" di Giobbe Covatta:
"Il preside lo lesse, poi guardò Maritato con occhi dolci e disse: « Ho visto ragazzi handicappati fare disegni con la bocca, ragazzi malformati fare cartoline con i piedi, tu invece sei uno di quei ragazzi normali che fanno i temi col culo! » "
Tiè, Moccioso del cavolo.